Vederla entrare in ring con una persona sconosciuta e restare serena è stato un momento che non avrei immaginato possibile.
Quando la paura diventa “blocco”
Con Nicky mi sono trovata davanti a qualcosa di nuovo: non era la “timidezza” iniziale che passa con il tempo, ma una paura che si accendeva appena percepiva una presenza o un gesto inatteso.
Il guinzaglio era il simbolo di quel blocco: si irrigidiva, si fermava, e la sua reazione era spesso la fuga. Col senno di poi, la sensazione era quella di una cagnolina che aveva bisogno prima di tutto di sicurezza, non di “prestazione”.
Fiducia: prima di tutto, senza forzature
Abbiamo scelto di darle tempo. Per diverse settimane ha vissuto momenti di libertà in giardino, senza richieste inutili: niente contatto imposto, nessuna pressione, solo presenza e coerenza.
In quel periodo i progressi sembravano invisibili. Bastava un movimento brusco o una persona che si avvicinava troppo per farla tornare “indietro” di colpo. È stato il momento in cui ho capito che serviva un percorso graduale, su misura.
Educazione e routine: i primi segnali di apertura
Con l’aiuto di un’educatrice cinofila abbiamo iniziato a costruire una routine più chiara. Poco alla volta ha accettato di essere condotta al guinzaglio, anche se con cautela: rigida, attenta, sempre pronta a “controllare”.
In casa la differenza si vedeva: meno scatti improvvisi, meno fughe, qualche momento di curiosità in più. Ma l’idea dell’esposizione restava un punto delicato: tanta gente, rumori, gesti rapidi. Era chiaro che serviva un supporto mirato.
Il supporto integrativo a distanza, prima dell’evento
Mi sono affidata a Luigina per un supporto integrativo a distanza, con un lavoro mirato nei giorni precedenti all’evento. L’obiettivo non era “cambiarla”, ma aiutarla ad affrontare una situazione intensa con più centratura e meno allarme.
Il risultato, per come l’ho vissuto, è stato sorprendente: in ring è stata condotta anche da una persona sconosciuta e ha mantenuto una calma che fino a poco tempo prima sembrava fuori portata. E dopo, a casa, ho visto emergere più sicurezza e una vitalità nuova, più leggera.
La strada non finisce qui: la fiducia si consolida nel tempo. Ma oggi sento che stiamo andando nella direzione giusta, con rispetto, continuità e un approccio che tiene insieme corpo, emozioni e ambiente.